Valeria Golino. La biografia. (2024)

Biografia

Valeria Golino nasce il 22 ottobre del 1965 a Napoli, figlia di una pittrice greca con origini egiziane e francesi e di un germanista italiano. Cresciuta tra la sua città natale e Atene, intraprende la carriera di modella proprio nella capitale greca, prima di venire scoperta e valorizzata dalla regista Lina Wertmuller, che la fa esordire al cinema a soli diciassette anni nel film "Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada", nel 1983.

Dopo aver recitato in "Sotto...sotto... strapazzato da anomala passione", sempre per la Wertmuller, in "Blind date" di Nico Mastorakis e in "Figlio mio infinitamente caro" di Valentino Orsini, nel 1985 conosce il regista Peter Del Monte, con cui si lega sentimentalmente per due anni, e che la dirige nel film "Piccoli fuochi" (prima candidatura ai Nastri d'Argento). In seguito, Valeria Golino lavora, ancora giovanissima, per registi come Francesco Maselli ("Storia d'amore", che le vale il premio di migliore attrice al Festival del Cinema di Venezia), Giuliano Montaldo ("Gli occhiali d'oro") e soprattutto Barry Levinson, che la sceglie per il capolavoro hollywoodiano "Rain Man - L'uomo della pioggia", nel 1988. Nello stesso anno recita in "Paura e amore", di Margarethe von Trotta, e in "Big Top Pee-wee - La mia vita picchiatella", di Randal Kleiser, sul set del quale conosce l'attore Benicio Del Toro. I due si innamorano e vanno a vivere insieme nella casa di Los Angeles della Golino, a Mulholland Drive.

In quegli anni l'attrice napoletana lavora soprattutto in America, prendendo parte ad "Acque di primavera", di Jerzy Skolimowski, e a "Tracce di vita amorosa", di Peter Del Monte. Nel 1990 partecipa ai provini per diventare protagonista di "Pretty Woman", ma alla fine per quel ruolo viene scelta Julia Roberts: la competizione tra le due si ripete l'anno successivo, per "Linea mortale", e anche in quel caso è l'interprete americana ad avere la meglio. Valeria Golino comunque si consola entrando nel cast di "Lupo solitario", di Sean Penn, e de "L'anno del terrore", di John Frankenheimer. Siamo nel 1991, anno in cui Valeria è diretta anche da Jim Abrahams nel comico "Hot shots!". L'anno successivo, invece, torna a essere diretta da un regista italiano, scelta da Gabriele Salvatores come protagonista di "Puerto Escondido", al fianco di Claudio Bisio e Diego Abatantuono. Nello stesso periodo, conosce l'attore Fabrizio Bentivoglio, con il quale intraprende una relazione.

Dopo aver preso parte al sequel di "Hot Shots!", recita in "Come due coccodrilli", di Giacomo Campiotti, e nel cortometraggio "Submission". In quei mesi, viene scelta da James Cameron per interpretare al fianco di Arnold Schwarzenegger il ruolo di Helen in "True lies", ma è costretta a rinunciare perché impegnata sul set del film greco "I sfa*gi tou kokora", che contribuisce a produrre: al suo posto viene chiamata Jamie Lee Curtis. Nella seconda metà degli anni Novanta, alterna la carriera hollywoodiana a quella italiana (inframezzandola con una partecipazione al videoclip della canzone "Bittersweet me" dei Rem): in America recita, tra l'altro, in "Via da Las Vegas", di Mike Figgis, in "Fuga da Los Angeles", di John Carpenter, in "Strade laterali", di Tony Gerber, e nella serie tv "Fallen angels"; nel Belpaese, invece, è protagonista in "Escoriandoli", di Antonio Rezza, in "Le acrobate", di Silvio Soldini, e ne "L'albero delle pere", di Francesca Archibugi.

Nel 2000 lascia la California e inizia a dedicarsi principalmente al cinema italiano: compare in "Controvento" di Stefano Vicario, ed è la pluri-premiata protagonista di "Respiro", di Emanuele Crialese, che le permette di ottenere una candidatura al David di Donatello e una ai Nastri d'Argento come migliore attrice protagonista. È il 2002, anno in cui si innamora dell'attore Andrea Di Stefano e prende parte al film di Nina Di Majo "L'inverno", per il quale contribuisce anche alla realizzazione della colonna sonora cantando "Maybe once more". Dopo "Prendimi e portami via", di Tonino Zangardi, e "36 Quai des Orfevres", di Olivier Marchal, nel 2005 Valeria Golino recita nel film di Fausto Paravidino "Texas": sul set conosce il collega Riccardo Scamarcio, al quale si lega sentimentalmente.

Sempre più orientata a lavorare con i cineasti italiani, prende parte a "La guerra di Mario" di Antonio Capuano (che la vale un altro David di Donatello e un Globo d'Oro come migliore attrice protagonista), e a "A casa nostra" di Francesca Comencini; nel 2007, invece, è la volta de "La ragazza del lago", di Andrea Molaioli, e di "Lascia perdere, Johnny!", dove viene diretta dal suo ex compagno Fabrizio Bentivoglio. Dopo "Il sole nero" di Krzysztof Zanussi e il controverso "Caos calmo", di Antonello Grimaldi, Valeria recita in "La fabbrica dei tedeschi", di Mimmo Calopresti, e in "Giulia non esce la sera", di Giuseppe Piccioni: per questa pellicola canta anche, insieme con i Baustelle, "Piangi Roma", brano che viene premiato come miglior canzone originale al Taormina Film Festival con il Nastro d'Argento.

Nel 2009 recita al fianco di Sergio Rubini ne "L'uomo nero, mentre l'anno successivo fa parte del cast de "La scuola è finita", di Valerio Jalongo. Tornata alla commedia con "La kryptonite nella borsa", di Ivan Cotroneo (grazie al quale conquista un Ciak d'Oro, una candidatura al Globo d'Oro e una al Nastro d'Argento), si dedica anche alla televisione, prendendo parte al remake italiano della serie "In treatment", in onda su Sky. Nel 2013 presenta al Festival del Cinema di Cannes il suo primo film da regista, "Miele", ispirato al drammatico tema dell'eutanasia; nella veste di produttore c'è il compagno Scamarcio.

Nel 2018 viene nominata "madrina" del Lovers Film Festival di Torino, una rassegna di cinema a tematica LGBT. Nello stesso anno finisce la relazione con Scamarcio.

Nel 2020 recita in "Lasciami andare", assieme a Serena Rossi e Stefano Accorsi.

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